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Contributi previdenziali di artigiani e commercianti per il 2018




Queste due categorie dovranno accollarsi versamenti pensionistici maggiori rispetto al 2017, per effetto di un incremento delle aliquote, del minimale e degli scaglioni di reddito. Gli artigiani e i commercianti devono versare i contributi pensionistici dovuti all'INPS sulla base della totalità dei redditi di impresa da indicare dichiarazione dei redditi, su cui vengono applicate a scaglioni due differenti aliquote e comunque fino a un tetto massimo. Per l'anno 2018 le aliquote base per ogni iscritto sono le seguenti: - 24,00%, su redditi d'impresa complessivi fino a euro 46.630,00; - 25,00%, su redditi d'impresa complessivi da euro 46.630,01 al cosiddetto massimale contributivo, pari a euro 77.717,00 (euro 101.427,00 per i soggetti privi di anzianità contributiva al 31.12.1995 e iscritti con decorrenza gennaio 1996 o successiva), oltre il quale nessuna contribuzione è dovuta. Per i coadiuvanti e coadiutori familiari, fino al compimento di 21 anni di età le aliquote base sono ridotte di 3 punti percentuali (e quindi sono pari al 21,00% o 22,00%, a seconda degli scaglioni di reddito). Gli iscritti alla Gestione Commercianti devono versare un ulteriore 0,09%, destinato a finanziare il fondo per l'indennizzo per la cessazione definitiva dell'attività commerciale. Gli assicurati con più di 65 anni e già pensionati INPS possono chiedere la riduzione a metà dei contributi dovuti, calcolati nei modi sopra visti, con decorrenza dal primo mese successivo a quello di compimento dell'età. Ogni iscritto alla Gestione Artigiani e Commercianti deve versare una contribuzione fissa minima, calcolata applicando le percentuali sopra illustrate a un reddito convenzionale (cosiddetto minimale contributivo), che per il 2018 è pari a euro 15.710,00; tale contribuzione è dovuta in ogni caso, anche se il reddito è inferiore o negativo. È inoltre dovuto un contributo di euro 0,62 mensili, che finanzia l'erogazione delle prestazioni di maternità alle iscritte da parte dell'INPS. I contributi (salvo quelli dovuti sul massimale di euro 101.427,00) sono rapportati a mese quando l'iscrizione all'INPS inizia o cessa nel corso dell'anno. La contribuzione fissa per il 2018 e i contributi per maternità dovranno essere versati in rate trimestrali di pari importo alle seguenti scadenze: 16.05.2018; 20.08.2018; 16.11.2018; 18.02.2019. I contributi eccedenti il minimale vanno versati alle scadenze e secondo le modalità previste per il versamento a saldo delle imposte sui redditi delle persone fisiche; è dovuto inoltre un acconto per il 2018 calcolato sui redditi del 2017 eccedenti il minimale del 2018, da eseguire in due rate di pari importo alle scadenze e con le modalità previste rispettivamente per il versamento a saldo e in acconto delle imposte sui redditi delle persone fisiche. L'eventuale credito derivante dall'eccedenza degli acconti rispetto al dovuto può essere utilizzato in compensazione verticale o orizzontale. Nel caso di impresa familiare, costituita regolarmente o no, il versamento va eseguito solo dal titolare, che ha obbligo di rivalsa verso i collaboratori per le somme pagate per loro conto. I versamenti vanno eseguiti con il mod. F24, compilando la sezione "INPS" e riportando appositi codici, specifici per ogni versamento. Le comunicazioni riportanti i dati necessari ai versamenti e i loro importi sono reperibili nel sito www.inps.it, tramite l'opzione "Dati del mod. F24" nel Cassetto previdenziale per artigiani e commercianti, all'interno dei dati relativi all'assicurato. Per maggiori chiarimenti si rimanda alla circolare INPS 12.02.2018, n. 27. Pagina 3 Riproduzione vietata - Aggiornato



 

 

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