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Omesso versamento di ritenute, l’Inps conferma il tasso legale




L’Istituto chiarisce scadenze e sanzioni in merito al reato, punibile con la reclusione fino a 3 anni e una pena pecuniaria che può arrivare a 50.000 euro. Con il messaggio 31.01.2018, n. 437, l’Inps ha precisato che i versamenti omessi delle ritenute previdenziali, concorrenti al raggiungimento della soglia (stabilita) di 10.000 euro e riguardanti le retribuzioni di lavoratori dipendenti o collaboratori coordinati e continuativi, possono essere puniti con la reclusione fino a un massimo di 3 anni e una sanzione che può raggiungere i 1.032 euro. Si specifica anche che per importi inferiori a tale soglia è prevista "solamente" una sanzione amministrativa pecuniaria che varia da 10.000 euro a 50.000 euro, secondo quanto stabilito dalla L. 28.04.2014, n. 67 e attuato con D.Lgs. 15.01.2016, n. 8. Il decreto appena citato depenalizza al proprio interno alcuni reati, come quello qui trattato di omesso versamento dei contributi previdenziali. Ciò accade qualora la somma non versata sia inferiore alla soglia dei 10.000 euro. Sono stati davvero numerosi gli interventi dell’Istituto stesso, per stabilire il periodo che concorre al raggiungimento della soglia fissata. Si veda a tale proposito la circolare Inps n. 121/2016 e la nota dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) n. 8376/2017, peraltro con cambi di rotta piuttosto notevoli. Nell’ultima versione interpretativa l’Inps, con il recente messaggio 31.01.2018, n. 473, sottolinea in maniera definitiva che il periodo di riferimento, da considerare per il raggiungimento di questa soglia, è relativo al mese di dicembre dell’anno precedente all’anno preso come riferimento (versamento da effettuare entro il 16.01 dell’anno considerato), fino a quello relativo al mese di novembre dell’anno in cui ci troviamo (da versare entro il 16.12). In aggiunta a quanto visto in precedenza, con la circolare 2.02.2018 n. 23 dell’Istituto, viene resa ufficialmente nota (dati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale n. 292/2017) la percentuale di variazione per il calcolo delle quote aggiuntive, nel caso in cui si verifichi il tardivo o l'omesso versamento dei contributi. Il saggio di interesse legale dal 1.01.2018 è pari allo 0,33% e pertanto, in applicazione dell’art. 116, c. 15 legge 23.12.2000, n. 388, su tale valore saranno calcolati i valori relativi agli interessi legali sulle prestazioni pensionistiche e le somme relative a omessi o ritardati pagamenti di contributi previdenziali e assistenziali.



 

 

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