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Il garante può eccepire la nullità del contratto principale




Anatocismo: la Corte di Cassazione Civile, con la recente ordinanza 10.01.2018,. n. 371, ha stabilito la legittimazione e i criteri giuridici in tema di capitalizzazione trimestrale degli interessi. Come è stato osservato dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, le quali, sul punto, hanno recepito un orientamento ampiamente consolidato nella giurisprudenza della Corte di legittimità, l'impermeabilità del contratto autonomo di garanzia alle eccezioni di merito del garante trova un limite, oltre che nel caso in cui sia proponibile la c.d. exceptio doli generalis seu presentis, basata sull'evidenza certa del venir meno del debito garantito per pregressa estinzione dell'obbligazione principale per adempimento o per altra causale, in queste altre ipotesi: - quando le eccezioni attengano alla validità dello stesso contratto di garanzia; - quando esse ineriscano al rapporto tra garante e beneficiario; - quando il garante faccia valere l'inesistenza del rapporto garantito; - quando, infine, la nullità del contratto-base dipenda da contrarietà a norme imperative o illiceità della causa e attraverso il contratto di garanzia si tenda ad assicurare il risultato che l'ordinamento vieta (Cass. Sez. U. 18.02.2010, n. 3947, in motivazione, ove i richiami a Cass. 7.03.2002, n. 3326, Cass. 14.12.2007, n. 26262 e Cass. 3.03.2009, n. 5044). Infatti, come sottolineato dalla sentenza della Cassazione a Sezioni Unite 18.02.2010, n. 3947, l'accessorietà dell'obbligazione autonoma di garanzia rispetto al rapporto debitorio principale assume un carattere elastico, di semplice collegamento e coordinamento tra obbligazioni, ma non viene del tutto a mancare: ciò sarebbe dimostrato, oltre che dal meccanismo di riequilibrio delle diverse posizioni contrattuali attraverso il sistema delle rivalse, proprio dalla rilevanza delle ipotesi in cui il garante è esonerato dal pagamento per ragioni che riguardano comunque il rapporto sottostante. Va detto, a questo punto, che le clausole che prevedono una capitalizzazione degli interessi sono affette proprio da nullità per contrasto con norme imperative (Cass. 22.03.2011, n. 6518): ovviamente rileva, in questa sede, il regime anteriore alla delibera CICR 9.02.2000, che in conformità dell'art. 120 T.U.B. (nel testo novellato dall'art. 25 D.Lgs. 342/1999), ha ammesso l'anatocismo allorquando sia assicurata nei confronti della clientela la stessa periodicità nel conteggio degli interessi sia debitori che creditori. In buona sostanza, la Cassazione, con l’ordinanza 10.01.2018, n. 371, ha ritenuto che il garante autonomo debba ritenersi pienamente legittimato a sollevare, nei confronti della banca, l'eccezione di nullità della clausola anatocistica, quando essa non si fondi su di un uso normativo. Da ciò consegue il dovere della banca di produrre gli estratti conto a partire dall'apertura del conto, poiché la medesima banca non può sottrarsi all'assolvimento di tale onere invocando l'insussistenza dell'obbligo di conservare le scritture contabili oltre 10 anni, perché non si può confondere l'onere di conservazione della documentazione contabile, con quello di prova del proprio credito (Cass. 20.04.2016, n. 7972). Tale principio vale, ovviamente, anche ove si faccia questione dell'addebito di interessi anatocistici non dovuto.



 

 

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